La forma educativa del teatro

Pochi strumenti, come il teatro, hanno una così forte e completa forma educativa.

I principi e le regole del teatro racchiudono in loro stessi elementi necessari ad un corretto approccio alla vita.

Il concetto base della recitazione prevede che il personaggio da rappresentare sia espressione della persona che lo deve interpretare.

Per ogni personaggio esiste un’emozione, un modo di pensare, un atteggiamento fisico che, chi recita, è chiamato a cercare dentro di sé, in un percorso prestabilito e sicuro, sotto gli occhi attenti del formatore.

Il compito di chi conduce è guidare l’allievo in questo viaggio, fornendogli strumenti necessari alla comprensione e all’analisi di ciò che incontrerà.

La prima fase che, un gruppo di pari unito da un obiettivo comune, è chiamato ad affrontare è la conoscenza reciproca. È il momento più delicato del coprire\scoprire sé stessi.

È importante che gli esercizi proposti siano tutti tesi alla reciprocità. Nella ricerca del contatto fisico col prossimo (esercizi di fiducia, ad esempio) come nella determinazione e nel rispetto degli spazi del palco (studio dei movimenti scenici) l’allievo “prenderà le misure” di sè stesso all’interno del gruppo.

Tutto deve essere propedeutico a uno dei primi passaggi fondamentali del laboratorio: la prova di recitazione individuale.

Proprio nell’ottica di valorizzare l’identità del singolo si chiede agli allievi di misurarsi con un pezzo di loro gradimento. La scelta, paradossalmente, è più complessa dell’esecuzione. Gli allievi sono chiamati ad operare una selezione in funzione non solo dei loro gusti ma, soprattutto, della loro inclinazione d’animo.

Quello che ne scaturisce, in esecuzione, è un fluire di parole, stati d’animo e sentimenti che spaziano dal romantico al serioso, dal brillante all’impegnato.

Per gli allievi più piccoli lo stesso meccanismo viene applicato mediante l’improvvisazione. La creazione di un personaggio inventato all’impronta e il rapportarsi con esso utilizzando il proprio corpo (movimenti e voce) determina una scelta a priori.

Il valore della scelta, quindi, unito all’accuratezza della performance è pretesto per cercare – leggi: autodeterminare- la propria individualità.

Tutto, insomma, deve essere teso all’autoconsapevolezza e alla scelta. Che sono, queste due prerogative, le basi del mestiere di artista.

Senza scelta consapevole non può esserci arte.